Approfondimenti tecnici

Cappotto termico: come si progetta un intervento che dura nel tempo

VIV EDILE · 29 Ottobre 2026 · 2 min di lettura
Efficientamento energetico degli edifici

[ARTICOLO DI PROVA] Il cappotto termico è uno degli interventi più efficaci per ridurre i consumi di un edificio. Ma i risultati dipendono da tre fattori: una diagnosi corretta, materiali adatti al contesto e una posa eseguita a regola d’arte.

1. Partire dalla diagnosi dell’involucro

Prima di scegliere spessori e materiali verifichiamo lo stato delle murature, l’umidità di risalita, i ponti termici esistenti e le caratteristiche del supporto. Un rilievo accurato, anche con drone per le facciate più alte, evita sorprese in cantiere.

2. Scegliere il sistema giusto

Non esiste un pannello valido per tutti gli edifici. La scelta dipende da diversi fattori:

  • prestazioni termiche richieste e spazio disponibile in facciata;
  • comportamento al fuoco e normativa antincendio dell’edificio;
  • traspirabilità del supporto, soprattutto su murature storiche;
  • vincoli architettonici e paesaggistici.

Un cappotto posato male perde in pochi anni gran parte della sua efficacia: la differenza la fanno i dettagli.

3. Curare i dettagli di posa

Raccordi con serramenti, davanzali, balconi e zoccolatura sono i punti in cui nascono infiltrazioni e distacchi. Le nostre squadre sono formate sulla posa dei sistemi ETICS e seguono le indicazioni del produttore del sistema certificato.

Prima di iniziare: un sopralluogo

Ogni edificio è diverso. Con un sopralluogo gratuito valutiamo lo stato dell’involucro e ti proponiamo la soluzione più adatta, con tempi e costi chiari.

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